La StoriA                                                                                                                             
                                                                                                                                                          pilates

Joseph Hubert Pilates nacque a Dusseldorf, in Germania, nel 1880.
Data la sua esile struttura fisica, per paura di contrarre la tubercolosi ed esserne sopraffatto, iniziò a dedicarsi alla ginnastica. Tali furono il suo impegno e la sua determinazione, che all'età di 14 anni fu chiamato a posare per la realizzazione di carte anatomiche. Era stato in grado di eccellere fisicamente superando i propri limiti: una dote che lo accompagnerà per tutta la vita, segnandola in maniera decisiva.
Allo Scoppio della Prima Guerra Mondiale, Pilates viene fatto prigioniero nel Lancaster, dove per un anno continuò ad allenarsi coinvolgendo i suoi compagni di prigionia e mettendo a punto i suoi principi sulla salute e sulla tonificazione muscolare.
Nel 1918, un'epidemia di influenza fece migliaia di vittime fra la popolazione. Sorprendentemente, però, tutti coloro che si erano sottoposti all'allenamento di Pilates scamparono al contagio.
Pilates fu poi trasferito sull'isola di Man, dove ebbe a che fare con soldati reduci di guerra, feriti menomati, immobilizzati dalle malattie. Per aiutarli studiò metodi di riabilitazione alternativi e realizzò macchinari di fortuna che potessero servire far loro ritrovare e mantenere il tono muscolare, pur essendo costretti a letto. Tornato in Germania all'inizio degli anni Venti, mise in pratica l'esperienza acquisita durante la prigionia e continuò a ideare attrezzature rieducative. In seguito si trasferì ad Amburgo, dove lavorò come addestratore del corpo di polizia e nel 1925 fu incaricato dal governo tedesco di seguire il piano di allenamento dell'esercito. Alcuni anni dopo, durante il viaggio che lo avrebbe portato negli Stati Uniti, conobbe una giovane infermiera di nome Clara, che sarebbe poi diventata sua moglie. A New York, dove si trasferì, aprì con lei uno studio e cominciò ad approfondire le applicazioni del metodo. Fu in questo periodo che il metodo Pilates cominciò ad essere impiegato nella danza, instaurando un rapporto che dura ancora oggi.
Nel 1967, ormai ultraottantenne, Pilates morì per le lesioni riportate in un incendio. Prima di morire, il maestro affidò l'arduo compito di proseguire nella diffusione della sua tecnica alla sua allieva Romana Kryzanowska.